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Introduzione ad un'articolo del 1988
Scritto da Paolo Consolandi   
el perro de presa canario
Frequentando il nostro forum, in special modo quello spagnolo, è possibile leggere diversi articoli interessanti relativi alla storia del Presa Canario, che spesso sono utili per comprenderne l'attualità.
In questo caso ho scelto di tradurre un articolo piuttosto datato, che risale al 1988, di Clemente Reyes Santana, profondo conoscitore della razza e spesso giudice di manifestazioni in suo onore. L'articolo, presentato integralmente, è intitolato "Il Perro de Presa Canario" e fu pubblicato nella rivista "Aguayro" (la rivista delle banca Caja de Canarias) del Settembre-Ottobre 1988.
Nel corso dell'articolo sono numerosi i riferimenti al passato di combattente del Perro de Presa Canario: pur prendendo distanza dai cruenti ed illegali combattimenti tra cani dei giorni di oggi (che comunque, nella forma e nella sostanza sono profondamente diversi dalle "pechadas" dei passati decenni) riteniamo che non sia di alcuna utilità nascondere tale aspetto storico, e che come tale appartiene al passato.
L'autore fornisce una moltitudine di interessanti informazioni sulle origini e sulle caratteristiche della razza, delineando un quadro piuttosto chiaro della situazione alle isole Canarie nella seconda metà degli anni 80 (un periodo piuttosto "difficile" data la scarsa diffusione della razza ed i frequenti incroci).
E' un articolo vecchio, ma molto attuale: Clemente Reyes Santana descrive con dovizia di particolari le linee guida di allevamento che in quegli anni si seguirono a Gran Canaria e Tenerife, evidenziando come mentre nel primo caso la selezione venne basata sulla funzionalità, nel secondo si selezionasse soprattutto un cane di esposizione.
L'aspetto attuale è dato dalle analogie tra queste vecchie linee di Tenerife ed il Dogo Canario.
Non a caso le linee di Tenerife, come dice lo stesso Reyes Santana, presentavano in pochi casi pigmentazione di colore bianco o mantello di colore nero, ed i cani presentevano spesso prognatismo. Tali elementi sono riscontrabili nello Standard FCI del Dogo Canario, nel quale si discriminano le macchie bianche, si elimina il manto nero, è ammesso il prognatismo.
Se consideriamo che il club di Tenerife divenne il club ufficiale di razza e perseguì negli anni passati la strada del riconoscimento internazionale ad ogni costo, ecco che il quadro è chiaro: il risultato è un cane dal nome curioso (prezzo pagato per ottenere il riconoscimento) e profondamente influenzato nel suo Standard dal metodo di allevamento e dai canoni estetici delle vecchie "linee di Tenerife".
La linea di selezione perseguita a Gran Canaria era invece più centrata sul temperamento, come dovrebbe essere quando si parla di un cane funzionale.
Per farvi una migliore idea su quanto fin qui detto, vi invito a leggere l'articolo.

revista aguayro
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