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Informazioni sul Perro de Presa Canario |
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Scritto da Paolo Consolandi
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IntroduzioneIl Perro de Presa Canario è un molosso,originario delle Isole Canarie (Spagna), dal mantello a pelo corto e dall’aspetto massiccio e potente (57-66 cm per 40-57 kg.) ma allo stesso tempo agile e dinamico. E’ un cane dotato di un forte temperamento, dominante e con uno spiccato istinto di guardia, tanto fedele nei confronti del proprio padrone quanto diffidente nei confronti degli estranei. Il Presa Canario è un cane dalla mole non indifferente e dal temperamento deciso: è pertanto opportuno che riceva una corretta educazione attraverso la quale il padrone possa essere in grado di garantirne il controllo. Se poi avete già un altro cane in casa dovrete considerare che il Presa Canario non tollera altri cani dello stesso sesso, verso i quali mostrerebbe probabilmente comportamenti aggressivi nel corso del tempo, peraltro difficilmente controllabili e poco prevedibili.Con questo non si vuole scoraggiare coloro che si stanno avvicinando alla razza, quello che si vuole è che chi sceglie di possedere un Presa Canario lo faccia in modo consapevole e soprattutto responsabile: troppo spesso la reputazione di una razza amata e seguita da molte persone viene irreparabilmente rovinata per la vergognosa colpa di pochi irresponsabili. In questo senso è fondamentale che il cucciolo, nei primi mesi di vita, segua un percorso di socializzazione adeguato, che gli consenta di venire a contatto con cani e persone. Lo stesso discorso di responsabilità e consapevolezza è auspicabile per il discorso riproduttivo: teoricamente ciascuno è libero di fare quello che vuole (o quasi) con il proprio cane, ma coloro che utilizzano per la riproduzione un soggetto senza aver preliminarmente verificato la presenza di displasia dell’anca, senza aver testato adeguatamente le sue capacità funzionali, senza valutarne la tipicità di razza nei confronti dello Standard sta semplicemente danneggiando la razza.Insomma, è una questione di cultura canina. Il ruolo degli allevatori è di grande responsabilità ed il loro lavoro, più o meno consapevole, in materia di miglioramento genetico si traduce in scelte che dettano il percorso che la razza seguirà nel tempo. Il Presa Canario oggiE’ importante precisare che il Perro de Presa Canario moderno non ha niente a che fare con il Perro de Presa Canario antico, citato nelle ordinanze comunali delle Isole fin dai primi anni del XVI secolo, portati dai conquistatori provenienti dalla Penisola Iberica. Senza scendere nei particolari storici, è sufficiente rilevare che nel corso del ventesimo secolo, con la proibizione dei combattimenti fra i cani (dai quali prendiamo le distanze in maniera più assoluta ma che innegabilmente appartengono alla storia della razza), l’interesse nei confronti della razza è andato diminuendo portandola praticamente all'estinzione. Fortunatamente a partire dai primi anni Settanta rinasce l’interesse per i cani da presa, e mediante incroci di diverse razze, principalmente molossoidi, viene alla luce il (nuovo) Perro de Presa Canario che conosciamo oggi. E’ opportuno chiarire che la base genetica del vero Presa Canario moderno è il Perro de Ganado Majorero, cane di tipo lupomastinoide originario dell’isola di Fuerteventura. Nonostante il recente interesse per il Presa Canario, la situazione attuale della razza è molto complicata: il Club Spagnolo del Presa Canario (C.E.P.C.) ha condotto, negli anni, una politica erronea, utilizzando per la selezione cani displasici e senza temperamento, concentrando i propri sforzi in effimere esposizioni di bellezza piuttosto che in concrete prove di lavoro o sforzi di miglioramento genetico, con l’unico obiettivo di guadagnare il palcoscenico internazionale attraverso il riconoscimento della razza da parte della Federazione Cinofila Internazionale (F.C.I.). Nel 2001 il riconoscimento da parte della FCI del “Dogo Canario” è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso: il club pur di arrivare a quell’obiettivo si era sottomesso ai voleri della Federazione Cinofila Internazionale ed aveva accettato addirittura il cambio del nome della razza, nome dalle profonde radici storiche ma che la FCI giudicava “politicamente scorretto” per la presenza della parola “Presa”. Certo, sarebbe stato sufficiente che il club ufficiale difendesse nelle opportune sedi la denominazione originale della razza, eventualmente rifiutando alcun riconoscimento sotto altro nome, ma, evidentemente, il richiamo della popolarità (e soprattutto del giro d’affari conseguente al riconoscimento internazionale) ha purtroppo avuto la meglio. Come se non bastasse, oltre a ciò vennero apportate significative modifiche a diversi punti dello Standard di Razza: prime fra tutte l’ingiustificata esclusione del mantello nero (che come è già stato dimostrato è invece assolutamente legittimo da un punto di vista storico) e l’eliminazione del peso massimo, errore che il Dogo Canario pagherà (o meglio, sta pagando..) con fenomeni di gigantismo, elemento che ha innegabilmente colpito in maniera devastante altre razze molossoidi, trasformando animali funzionali in fenomeni da vetrina, peraltro soggetti con maggiore frequenza a diverse patologie di seria entità (problemi cardiaci, respiratori, ecc.). Ennesima modifica ingiustificabile dello Standard è stata la discriminazione delle chiazze bianche sul manto, che originariamente e tradizionalmente erano ammesse senza alcun problema fino al 30% e che ora si cercava di rinnegare, descrivendole nello Standard del Dogo Canario come “poco desiderabili”. Tutto ciò è bastato a scatenare una piccola rivoluzione: è a questo punto che un gruppo di appassionati del Presa Canario decidono di rimanere al di fuori dell’ufficialità cinofila e continuare nella selezione del Presa Canario originale, così come era stato descritto nello Standard della Real Sociedad Canina Espanola fino al 1999. Si è quindi recentemente originata una divisione tra le razze “Dogo Canario” e “Presa Canario”, che nel mondo cinofilo, per analogia, può essere accostata a quella tra American Stafforshire e Pit Bull. Dal nostro punto di vista ciò era necessario per preservare il Presa Canario originale, nelle sue caratteristiche storiche, caratteriali, morfologiche. Lo Standard di riferimento del Presa Canario originale rimane pertanto quello utilizzato in passato dalla Real Sociedad Canina Espanola, che comprendeva anche il colore nero e non discriminava in alcun modo la presenza di macchie bianche (fino al 30%). Lo Standard del Presa Canario, rispetto a quello riconosciuto dalla FCI per il “Dogo Canario” risponde inoltre in modo migliore alle esigenze di una razza funzionale. Ciò in quanto consente di preservare il patrimonio genetico di un maggior numero di soggetti validi da un punto di vista caratteriale: un Presa Canario nero che raggiunge ottimi risultati sul campo di lavoro oppure un soggetto dal forte temperamento e funzionale ma evidentemente chiazzato di bianco, finirebbero infatti per essere esclusi dalla selezione se si adottasse uno Standard tanto stringente quanto ingiustificato come quello del Dogo Canario. Insomma, il Dogo Canario, questo è chiaro, si sta via via “specializzando” nella conformazione estetica del soggetto in base al proprio standard sempre più rigido: sta quindi focalizzandosi verso il mondo delle esposizioni di bellezza (proprio quello che ha portato alla rovina altre razza molossoidi). Noi, invece, vogliamo che il Presa Canario rimanga prima di tutto una razza funzionale, oltre che caratterizzata da un certa tipicità morfologica precisamente descritta nello standard della R.S.C.E.Il movimento degli appassionati del Presa Canario tradizionale ottiene un significativo risultato, il 1 Gennaio 2003, con il riconoscimento della razza negli Stati Uniti d’America, da parte del United Kennel Club (U.K.C.), ovviamente con l’originale denominazione e con uno Standard vicino a quello originale della RSCE, che comprende quindi anche il tradizionale manto nero ed il colore bianco fino al 20%, ma che ha ancora alcuni punti chiave da migliorare, la definizione di un peso massimo in primis. Allo stato attuale rimane una grande mole di lavoro da svolgere, ma i risultati della cinofilia ufficiale non ci stanno tanto a cuore quanto i risultati oggettivi che è possibile conseguire a livello di miglioramento della razza attraverso un serio processo di selezione, basato sulla sistematica certificazione di esenza da displasia dell’anca per i soggetti utilizzati per la riproduzione oltre che sull’impiego continuativo dei riproduttori in prove di lavoro e caratteriali.La scienza genetica si è evoluta tremendamente nel corso degli ultimi anni, mettendo a disposizione dei professionisti e degli appassionati cinofili strumenti e conoscenze prima non accessibili. Tuttavia, se la cultura cinofila non riuscirà a diffondersi adeguatamente, il rischio reale è che tali strumenti giacciano inutilizzati.In effetti, per quanto riguarda il Presa Canario, sono ancora troppo pochi gli allevatori che sottopongono a radiografie dell’anca i propri soggetti (ancora meno quelli in grado di fornire un certificato ufficiale di esenzione da displasia), come troppo pochi sono gli allevatori che forniscono un certificato ufficiale di parentela dei cuccioli, ottenibile mediante un semplice esame del DNA. Questi piccoli passi sono tanto necessari quanto fondamentali. In questo senso gli allevatori del Presa Canario hanno una grande responsabilità: solo con la condivisione degli obiettivi e con l’osservanza sistematica delle misure volte al miglioramento genetico della razza sarà possibile giungere a nuovi traguardi.Il Presa Canario funzionaleIl Presa Canario è un cane poliedrico dal punto di vista funzionale. Nonostante nasca come guardiano (ed il suo istinto in questo senso lascia pochi dubbi), la sua poderosa conformazione fisica unita all’agilità che ne contraddistingue la struttura lo rendono particolarmente adatto all’addestramento di utilità indirizzato alla difesa, che peraltro ci sentiamo di consigliare caldamente a ciascun proprietario di Presa Canario.Tuttavia, l’addestramento funzionale presuppone il completamento di un corso di obbedienza ed “educazione”, che dovrebbe essere seguito da ogni padrone insieme al proprio Presa Canario, idealmente tra i 6 ed 12 mesi di età del cane. Sostanzialmente il corso consiste nell’apprendimento (da parte sia del cane che del padrone) di alcuni semplici esercizi quali ad esempio “vieni”, “terra”, “resta”, “salta” e così via; sia in ambienti tranquilli ed isolati che frequentati da cani ed estranei. Tale corso prepara il terreno per le prove di lavoro successive, contribuendo a costruire e consolidare il rapporto tra il cane ed il padrone oltre che facilitare il processo di socializzazione del cane, che riveste particolare importanza al fine di evitare spiacevoli e pericolosi episodi di aggressività, estremamente dannosi per la reputazione della razza.  L’addestramento alla guardia ed alla difesa è il completamento di tale percorso e consente di esprimere appieno le doti fisiche e caratteriali del Presa Canario: istinto, intelligenza, coraggio, potenza, affidabilità. Non essendo ufficialmente riconosciuto dalla FCI, il Presa Canario non è ammesso come tale alle gare di lavoro ufficiali (IPO, Schutzhund & Co.) e per accedervi dovrebbe essere registrato come “Dogo Canario” (stesso discorso per le esposizioni di bellezza), cosa che tuttavia ci sembra del tutto inopportuna per le ragioni sopra esposte in merito al riconoscimento della razza come “Dogo Canario” da parte della FCI e delle successive sostanziali ed inaccettabili modifiche allo Standard di razza. Piuttosto che adeguarsi e sottomettersi a tali ingiustizie, rendendosi di fatto “complici” di tali errori, ci pare più dignitoso lavorare al di fuori della cinofilia ufficiale – perché è chiaro che quella ufficiale non è l’unica cinofilia possibile -, cercando attivamente di cambiare lo stato delle cose ma senza rinunciare, per nessun motivo, a preservare le caratteristiche originali del Presa Canario tradizionale.In ogni caso incoraggiamo vivamente ogni possessore di Presa Canario a seguire un corso completo di addestramento con il proprio cane: anche se non si può competere “ufficialmente”, ciò non significa che non si possano raggiungere ottimi risultati ed ottenere grandi soddisfazioni, oltre a verificare se il cane in questione sia effettivamente un soggetto che si possa prendere in considerazione per una eventuale riproduzione (nel caso in cui anche le radiografie dell’anca diano un risultato confortante). Come rilevato in precedenza, il Presa Canario è un cane da utilità completo, adattabile quindi a diverse discipline funzionali. Negli Stati Uniti, ad esempio, alcuni soggetti sono utilizzati con successo nelle competizioni di Weight Pulling, una vera e propria disciplina sportiva (per la quale i cani sono soggetti ad uno specifico tipo di addestramento atletico) nella quale i cani tirano (senza alcuna costrizione), indossando un’apposita imbracatura, un carrello caricato con del peso lungo un percorso di 15 piedi, corrispondenti a 4 metri e mezzo, entro un tempo massimo di 60 secondi; a seconda della superficie (neve, asfalto, guide con meccanismo “a rotaia”) sulla quale avviene la competizione i risultati in termini di peso variano, ma per avere un’idea della potenza di questi cani, si pensi che arrivano a tirare più di una tonnellata su asfalto. Un’altra disciplina nella quale il Presa Canario viene utilizzato con ottimi risultati (peraltro in diversi paesi, dalla Germania agli Stati Uniti) è la caccia al cinghiale. Per meglio precisare esistono due tipologie differenti di tale disciplina: la prima è una vera e propria caccia sportiva praticata nell’habitat naturale del cinghiale, attraverso quindi le colline, gli arbusti e per la quale vengono utilizzate mute di cani con il compito di immobilizzare l’animale in modo che il cacciatore possa finirlo (la versione tradizionale di tale attività prevede che il cinghiale venga finito con il coltello, ma spesso ad esso viene sostituita un’arma da fuoco). E’ una disciplina molto dura, nella quale il cane deve allo stesso tempo essere equilibrato per poter cacciare in muta e molto resistente da un punto di vista fisico. La seconda tipologia di caccia al cinghiale, che trova diffusione nelle parti rurali degli Stati Uniti, è nota con il nome di “Wild Hog Catching” e consiste in una sorta di gara cronometrica che misura il tempo intercorso tra l’introduzione del cane in un recinto e l’immobilizzazione del cinghiale attraverso il morso del cane: in questo caso risultano fondamentali una velocità esplosiva ed un morso piuttosto deciso.In definitiva, il Presa Canario può senza dubbio, in ragione delle proprie caratteristiche morfologiche e caratteriali, eccellere in molte altre discipline, quali operazioni di ricerca e salvataggio, agility, localizzazione di esplosivi e stupefacenti, pet therapy ed altro ancora. Ciò è tutto quanto ci auguriamo di vedere nel prossimo futuro. Per trasformare queste opportunità in risultati oggettivi sarà però necessario un lavoro sistematico, responsabile e condiviso da parte di appassionati ed allevatori, i quali devono essere consapevoli dell’estrema importanza legata al metodico ricorso alle radiografie dell’anca, agli esami di parentela (DNA) ed ai test caratteriali. Senza questi 3 punti fermi sarà difficile progredire, sia per la razza che per noi come comunità. |
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